Muddica: piccoli e poveri granelli che danno gusto

Muddica. In Sicilia uno degli ingredienti chiave è a muddica. Letteralmente la parola viene tradotta in mollica. Non si intende la mollica del pane, ma il pane raffermo, indurito e grattugiato.
A muddica nasce dall’esigenza di non buttare e riciclare il pane assuvirchiatu (ossia di troppo), perchè da noi il pane viene acquistato in abbondanza quindi rimane per definizione.
A muddica è un ingrediente universale che serve per panare, per farcire, per legare e risparmiare (come nelle polpette), fino ad essere usata nella modalità atturrata (ossia abbrustolita) per la pasta con o senza aggiunta alla salsa ca ‘nciova (acciuga).

Quindi a muddica sono tanti piccolissimi granelli di pane raffermo. Quanto di più povero e semplice ci possa essere, ma che costituisce un elemento fondamentale per il successo di tanti piatti famosi della cucina siciliana, roba che dona momenti di felicità.

Oltre le pietanze con a muddica, anche realizzare se stessi rappresenta una delle fonti fondamentali di felicità. In fin dei conti, tutti, indistintamente, cerchiamo la felicità, alle volte nelle pietanze altre realizzandoci nella vita di ogni giorno. Roba vecchia che Abraham Maslow teorizzò nel 1954 con il termine “autorealizzazione”, la punta più alta della nota gerarchia dei bisogni umani.

Nonostante a pasta ca muddica però a volte questo senso di realizzazione, passione, soddisfazione, felicità non si realizza o non si realizza in pieno. La vita quotidiana, il lavoro, gli affetti, le relazioni vengono sostenuti con fatica, pesantezza, abitudine, senza un vero disegno e con il pilota automatico inserito.  

Anche se ci sono a pasta ca muddica, la carne panata alla palermitana, i milinciane ammuttunate ad allietare le giornate, prendono il controllo il senso del dovere, l’abitudine, l’inerzia della vita senza riflettere, l’assenza di domande, e spesso l’assenza di emozioni particolari, perchè il cuore viene seppellito sotto montagne di pane raffermo in dispensa che rischia di muffire. 

Una vita senza una direzione e con la dispensa appesantita di pane raffermo è dolorosa e smarrita. Ci sono allora momenti che possono risultare particolarmente confusi, faticosi, frustranti, dolorosi e vuoti.
Tutto quel carico di pane sopprime le emozioni (e allora qualsiasi cosa o attività che distragga la mente può andare bene per non ascoltare le emozioni e i pensieri), si vive senza uno scopo, un senso, una direzione, senza più sentire i sapori, incapaci di raggiungere obiettivi complessi, impegnativi, di lunga durata, soprattutto incapaci di trattenere e dare affetto.

Insomma, quando non si crede in ciò che si sta facendo, quando non ce lo si sente proprio, quando non si sente che si sta percorrendo la propria strada o che si sta realizzando la propria missione, forse è arrivato il momento di grattugiare un po’ di muddica e fare spazio in dispensa. Cioè, è necessario raccogliere tanti piccoli granelli, tante piccole povere e semplici cose per dare piano piano sapore alla pietanza, per riempirla, darle tono e sostanza. I granelli saranno le nostre azioni, ciò che riescono a darci gli altri e ciò che riusciamo a fare per loro, le nostre emozioni e quelle che riusciamo a suscitare negli altri, le mano tese e quelle che tendiamo, piccole, povere, semplici cose che cambiano il piatto.

Viviamo, lavoriamo, corriamo, combattiamo, ci fidanziamo, ci sposiamo (anche più di una volta), mettiamo forse al mondo dei figli per lasciare una traccia del nostro passaggio su questa terra, per renderla un po’ migliore, per costruire qualcosa che duri nel tempo, per offrire un lascito alle future generazioni, ma, in tutto questo, dobbiamo necessariamente fare un po’ di muddica.

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Essere imprenditore significa lavorare tanto, pensare sempre alla tua azienda, vivere con la tua creatura in testa giorno e notte. Il mio lavoro e, quindi, questo blog contengono la sintesi e la metafora di una vita vissuta alla ricerca di qualcosa capace di soddisfare la mia curiosità e il mio desiderio di mettermi alla prova senza limiti o preconcetti.