Limiti (reprise): un altro punto di vista

L’ultimo post “professionale” parlava di limiti e di come sono stati interpretati da personalità di grande carisma.

Sto pensando molto, in questi giorni, a ciò che sta accadendo e a ciò che sento.

In molti momenti mi sembra di aver varcato un limite.

La verità è che è molto strano, il limite. Passi tanto, ma tanto tempo, a guardarlo, a combatterlo, a cercare il varco, lo avvicini e ti allontani, ti difendi da lui, crei muri, provi ad abbatterli e, spesso, ti sfinisci.

Non ho mai ignorato i miei limiti per poter vivere tranquillo, ci ho giocato, li ho osservati e provato con determinazione a superarli. Per alcuni è riuscito, per altri no.

E poi, passano gli anni, succedono tante cose, incontri persone, aumentano le ferite, cambi case, passano amici e cani.

Un giorno poi, all’improvviso il limite non sembra più così invalicabile, né frustrante, nè così insormontabile, diventa quasi confortante. 

Tutta la tenacia e il controllo per gestire il limite alla fine non fa altro che spegnere la magia e non genera poesia nella vita.

Accettare il limite, affrontarlo, accucciarsi ai suoi piedi, permette di parlare senza filtri, di raccontare ciò che ti piace, di Capri, di Londra, della tua vita, di dire ciò che provi fino a tarda notte.

Accettare il limite, ti fa desiderare ascoltare la voce di qualcuno, ma ti impedisce di prendere il telefono per non infastidirlo.

Accettare il limite, ti porta a parlare una sera di un 12 Ottobre qualsiasi, a pensare al viso di una persona e a mandarle dei fiori per coccolarla in un giorno difficile.

Insomma, accettare il limite, ti porta a dimostrare che tutte le convenzioni, gli schemi e le idee che ti sei fatto forse servono solo a farti vivere tranquillo, ma non scaldano il cuore. Accettare il limite porta un bel segno che forse non avrà un nome.

PS: Un reprise in musica è una canzone che viene letteralmente “ripresa” ovvero che è molto simile all’originale. spesso differisce per parole mentre la musica è la stessa ma magari un po più veloce o lenta.

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Essere imprenditore significa lavorare tanto, pensare sempre alla tua azienda, vivere con la tua creatura in testa giorno e notte. Il mio lavoro e, quindi, questo blog contengono la sintesi e la metafora di una vita vissuta alla ricerca di qualcosa capace di soddisfare la mia curiosità e il mio desiderio di mettermi alla prova senza limiti o preconcetti.