Anni 90 e le cose che non abbiamo più

Oggi in aereo mi ha preso il “sivo” (per i continentali, quello stato d’animo immotivato che ti prende in certi momenti quando non hai nessuna voglia di essere serio, quando ogni cosa ti fa ridere e quando il babbìo, ops, la stupidità, è tale che risulti anche irritante).  

La giornata era iniziata male. Avevo a fianco una signora che è stata in grado di parlare dall’istante in cui si è seduta sul sedile al mio fianco (alle 6.45 del mattino) fino all’apertura delle porte (alle 8.10).
Ho immediatamente messo le cuffie collegate al mio iPhone, appena possibile, ho acceso il pc e ho iniziato a lavorare. Mentre smaltivo email, ho pensato a quante cose erano assolutamente normali 20 o 25 anni fa (negli Anni 80 e negli Anni 90) e se raccontate ad un ragazzo di 16 anni di oggi appaiono insensate. Erano gli anni delle Spice Girls, di MTV, di Beverly Hills, degli zaini Invicta, di Whitney Houston, di Jerry Calà e della Milano di Berlusconi. Insomma gli Anni 90 erano diversi.

  1. Vi ricordate che non esistevano le email? Alle peggio ricevevi una lettera e ne ricevevi poche. Scrivere una lettera era impegnativo: carta, busta, francobollo, spedizione. Scrivevi una lettera se proprio dovevi altrimenti parlavi, incontravi, telefonavi. Penso che se le email fossero a pagamento (anche poco) ne riceveremmo decine in meno! Quando passi un’ora solo per smaltire le decine di email (molte delle quali inutili), rimpiangi la posta di un tempo… 
  2. A proposito di telefonare, non facciamo più lunghe telefonate sulla linea fissa. Vi ricordate le telefonate alla ragazzina che ci piaceva? Bisognava chiamare a casa e superare lo scoglio del genitore che rispondeva o del fratello simpaticone che ti prendeva in giro. Se ti dilungavi, c’erano le urla dei genitori o dei fratelli di uno dei due a cui serviva il telefono. La telefonata doveva chiudersi in questi casi bruscamente. Non credo di rimpiangere queste cose…. anche se i cellulari sono alle volte invasivi.
  3. Per telefonare dovevi ricordare il numero di telefono a memoria o lo dovevi cercare nell’elenco telefonico. Elenco telefonico? Non so nemmeno se esistono più. Fortunatamente, oggi c’è Google per tutto. Ma soprattutto ci sono i nostri cellulari che contengono centinaia di contatti e a stento ricordiamo il nostro di numero telefonico.
  4. Non usiamo più i walkman. Sì, ricordate bene. I walkman: riproduttori di audiocassette portatili. Se fossi stato in aereo negli anni 90 avrei dovuto usare il walkman. Il telefono sarebbe stato a casa, in ufficio o a gettoni. Questo avrebbe richiesto che prima avrei dovuto registrare l’audiocassetta. Con tecnica e maestria, si registrava dalla radio (io cannibalizzavo Radio In di Palermo), evitando accuratamente la voce del DJ oppure dovevi telefonare per richiedere la tua canzone preferita e sperare che la mettessero. Tutte cose impensabili oggi per un giovane. Ahhh, e dovevi essere fortunato che non si rovinava il nastro della cassetta mentre registravi…, devo dire che preferisco la tecnologia attuale: sarà meno divertente, ma almeno ascolti le canzoni per intero quando e dove vuoi. 
  5. Non mandiamo più le cartoline in vacanza, ma soprattutto andare in vacanza non implica più (purtroppo) interrompere i contatti con chi non è con noi. Oggi tra Facebook, Instagram, Twitter e social media vari, non iniziamo nemmeno a mangiare al ristorante senza aver fotografato il piatto, fatto il check-in nel locale e dichiarato il nostro stato d’animo. Beh, i social media non sono un granché certe volte, le cartoline saranno state anche belle, ma vuoi mettere lo stress di trovare la frase giusta per ogni destinatario, il francobollo, la cassetta delle lettere…
  6. Se eri in giro e dovevi parlare con qualcuno usavi la cabina telefonica. Dovevi avere i gettoni per fare la chiamata! Mica avevi il cellulare (soprattutto a 15 anni), usavi le cabine solo in emergenza, per chiamare la ragazza che ti piaceva o per fare gli scherzi telefonici (quando arrivò la possibilità di sapere il numero del chiamante). Ad Aberdeen (prima tappa lavorativa da neolaureato) ho consumato decine di sterline per chiamare casa a gettoni. Questa cosa non la rimpiango affatto. 
  7. I videogame erano su roba tipo Nintendo, Atari, Vic 20, Commodore 64 o ZX Spectrum, sale giochi… preistoria. Oggi i nostri cellulari sono mille volte più potenti e capaci di uno qualsiasi di questi dispositivi. La grafica si è evoluta a livelli impressionanti, eppure alle volte riprendo il mio Nintendo e una partita a Super Mario Bros o Tetris la faccio con piacere.
  8. Le fotografie si facevano con la macchina analogica, andavano sviluppate e stampate. Se eri in vacanza senza la macchina fotografica, compravi quella usa e getta. Su 10 foto forse 3 erano accettabili e sviluppo e stampa non erano proprio a buon mercato. Oggi, con il nostro cellulare facciamo foto che quasi certamente non stamperemo mai, ne scattiamo centinaia e certamente non assaporiamo più il valore di una foto ingiallita dal tempo in un porta fotografie. Diciamo pure onestamente che mai avremmo fotografato un piatto di pasta, un gelato o fatto un selfie con la bocca a cuore. 
  9. I film si vedevano al cinema o in TV in prima serata (quelli della seconda serata erano off-limits per noi bambini o se c’era la scuola). Poi arrivò Blockbuster e il noleggio delle videocassette. Cambiò il mondo. Dovevi avere la tessera, andare a prendere il film, vederlo per tempo e soprattutto (noiosissimo) riconsegnarlo. Poi arrivò Netflix, Sky Cinema, NowTV, Amazon, Apple… e vedere un film nuovo è questione di qualche click.  Credo sia molto meglio così.
  10. In aereo o treno, leggevi o studiavi. Non passavi la tua vita al pc o al cellulare. Magari parlavi con il vicino o guardavi fuori dal finestrino. Oggi, non è più così. 

Guardando agli Anni 80 e agli Anni 90, la tecnologia ha semplificato molte cose, fatto perdere il gusto di altre e radicalmente cambiato le nostre vite. Molto di più farà nei prossimi anni, se le previsioni si avvereranno, e certe piccole cose andranno perse per sempre.

Ciononostante, fortunatamente:

  1. qualsiasi tecnologia ci inventeremo, il pane con le panelle di Chiluzzo a piazza Kalsa a Palermo è e resterà il migliore, ma anche i panini con sgombro e insalatina (del cognato che ha il negozio di frutta e verdura dietro l’angolo) non sono da meno. Speriamo solo che la Partannina (concorrente siculo della Sprite) non interrompa la produzione;
  2. la pizza di Graziano da 40 anni ha lo stesso identico sapore… credo proprio che sopravviverà all’ondata di innovazione; 
  3. Mondello in primavera, autunno e inverno è e resterà (se i Palermitani smetteranno di violentarla e qui la tecnologia non c’entra) uno dei luoghi più belli del mondo;
  4. i film di Totò, Alberto Sordi, Vittorio De Sica… li potrai vedere anche tra 100 anni su una TV che nemmeno sogniamo, ma saranno sempre irresistibili; 
  5. (so di essere anacronistico) un libro, la carta, l’odore che ha non potrà mai essere sostituito da nessun ebook, tablet, palmare o cellulare.

Dopo queste riflessioni, mi sa che mi metto ad ascoltare i discorsi della signora accanto… 

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Essere imprenditore significa lavorare tanto, pensare sempre alla tua azienda, vivere con la tua creatura in testa giorno e notte. Il mio lavoro e, quindi, questo blog contengono la sintesi e la metafora di una vita vissuta alla ricerca di qualcosa capace di soddisfare la mia curiosità e il mio desiderio di mettermi alla prova senza limiti o preconcetti.