Stupore, cucina e silenzio

Se analizzo a fondo la cosa lei aveva più di quanto potessi sognare e credo che quello fosse il problema: per amare qualcuno quel qualcuno deve avere quanto basta.
Un po’ di meno è insufficiente.
Un po’ di più rovina tutto.
Questo accade perchè amare è un arte simile a quella della buona tavola: un piatto che non è fatto come si deve può placare l’appetito ma non soddisfa il gusto.
C’è gente che mangia per riempirsi la pancia e questi possono vivere senza amore ma non senza compagnia.
Altri morirebbero di fame piuttosto che accettare una pietanza cucinata in qualche modo.
Questi ultimi saranno eterni solitari a meno che non trovino la giusta misura.” –  Efraim Medina Reyes

Questa parte della mia vita, questa piccola parte della mia vita si può senza dubbio chiamare stupore!

Stupore e sorpresa per tutto ciò che sta accadendo.
Stupore e sorpresa per avere deciso di tornare (anche se molti pensano che io sia un pazzo) ma soprattutto per avere trovato il coraggio di farlo, in modo così determinato.
Stupore e sorpresa per i giorni che si susseguono rapidamente, per la forza che ho di attendere gli eventi che accadranno, per la volontà di provare a fare in modo che le cose funzionino nonostante tutto.
Stupore e sorpresa per aver consentito a me stesso di commettere errori già commessi e per avere scelto di sedermi al tavolo di persone che mangiano per riempirsi la pancia.

Ma questa parte della mia vita, questa piccola parte della mia vita si può chiamare anche consapevolezza!

Consapevolezza dei miei limiti, dei miei sentimenti e della mia esigenza di silenzio, quando non di isolamento.
Consapevolezza di poter essere un eterno solitario se non troverò, in tutti i campi, la pietanza cucinata nel modo giusto.
Consapevolezza di ciò che desidero e di come vorrei la mia vita futura.
Di sicuro, ci saranno i miei cani, ci saranno gli sguardi dolci dei terranova e la loro compagnia silenziosa.

Consapevolezza che quasi certamente non ci saranno alcune persone perchè non avranno avuto il coraggio per esserci e ci saranno altre che, invece, avranno scelto di essere presenti. Soprattutto, consapevolezza che non ci saranno situazioni in cui accetterò compromessi. Consapevolezza che non vorrò più accontentarmi, a costo di rimanere un eterno solitario.

Questa parte della mia vita, questa piccola parte della mia vita si può chiamare senza dubbio silenzio.

Disclaimer: La frase “Questa parte della mia vita, questa piccola parte della mia vita si può chiamare Felicità” è rubata dal film “La ricerca della Felicità”. E’ il film di Gabriele Muccino, dopo “Sette anime”, che mi piace di più.

 

 

 

 

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Essere imprenditore significa lavorare tanto, pensare sempre alla tua azienda, vivere con la tua creatura in testa giorno e notte. Il mio lavoro e, quindi, questo blog contengono la sintesi e la metafora di una vita vissuta alla ricerca di qualcosa capace di soddisfare la mia curiosità e il mio desiderio di mettermi alla prova senza limiti o preconcetti.