Startup, distacco e disciplina nella vita professionale

“Life is like a recipe: bitter and sweet, all at the same time. That what makes it delicious”

In siciliano, si dice “Jurnata rutta, rumpemula tutta” (ossia “giornata partita male, prenditela di riposo“).

Non capita quasi mai, ma quando mi fermo, provo a riflettere su quanto è successo negli ultimi cinque anni e su come le scelte professionali abbiano reso la mia vita quasi irriconoscibile. Lavoro da quando avevo 24 anni, sempre senza sosta. Quasi non ricordo più come era la vita prima.

Se pensate di avviare una startup, preparatevi perchè l’attività di impresa è caratterizzata da momenti di immenso cambiamento, che vanno interpretati con un occhio al futuro e uno al passato. Preparatevi perchè spesso è difficile vedere dei progressi, senza avere presente il passato che li ha prodotti. Nello stesso tempo, non vedere i progressi o non vedere i progressi che vorreste sarà certamente demotivante.

Preparatevi, perchè questi momenti necessariamente fanno parte della vita di un’azienda. In dieci anni, ne ho visti tanti, perchè è estremamente difficile fare scelte nel mondo di oggi, in cui le cose cambiano ad una velocità notevole e in cui ti si aprono così tante opzioni tutte interessanti, accattivanti e potenzialmente “disruptive”.

Devo dire che se da un lato, mi sento orgoglioso di come le cose vanno al lavoro e sono grato per il team brillante che mi sembra di aver riunito intorno a me, dall’altro non sono così orgoglioso di tutte le cose che inevitabilmente si perdono lungo la strada quando si sta spingendo troppo duramente per creare qualcosa. Nel mio caso, mi sono perso alcuni momenti, ho indebolito l’organizzazione, ma soprattutto ho volontariamente perso la possibilità di organizzare la mia vita lasciando spazio al silenzio e al relax.

Preparatevi perchè il rischio che si corre è di stare maledettamente male mentre si è, ad esempio, su una spiaggia con un libro in mano. Ciò che per molte persone è sinonimo di beatitudine, qui lascia spazio al senso di colpa e alla paura di non raggiungere nulla. Fare seriamente impresa è una sfida enorme per poter stare veramente bene, perchè il peso e la responsabilità si fanno sentire sempre.

Oggi, mentre mi preparo a lasciare il mio freddo rigido di Londra e decido come e quando tornare in Sicilia, penso che questo peso è diventato insopportabile per me.

Leggendo il bellissimo post “Psychological Detachment – The Importance and Benefits of Mentally “Switching Off” From Work During Leisure Time”  di Dan DeFoe, si chiarisce l’importanza e i vantaggi di uno “spegnimento” mentale dal lavoro durante il tempo libero.

E’ una pratica che richiede tanta disciplina e le persone giuste accato. Dan DeFoe chiarisce quanto sia cruciale un disimpegno mentale durante le ore di non lavoro. Chiarisce quanto importante questo sia per il benessere della persona.

Quando si sta facendo una startup o si è creata un’azienda promettente ma che deve crescere, è quasi impossibile spegnere il cervello. C’è sempre qualcosa di più che si può fare e come dicono gli inglesi “shit hits the fan”, almeno una volta al mese. E allora si cerca di sfruttare al meglio ogni minuto, di lavorare più a lungo, sempre per ottenere un senso di controllo. Vi garantisco che  questo è un madornale errore per la produttività. Alla lunga si cede. Sono l’esempio vivente.

DeFoe raccomanda: “Definite chiari confini fisici e mentali tra lavoro e vita fuori dal lavoro in modo da fornire il migliore percorso per il distacco psicologico” – Ecco, io non l’ho fatto!

DeFoe aggiunge: “Ricerche psicologiche mostrano associazioni a cambiamenti notevoli nei livelli di soddisfazione, allegria, stanchezza, esaurimento, irritazione, e  performance in relazione al livello di distacco dal lavoro” – Ecco, io non ho definito nessun confine!

Secondo le ricerche che DeFoe ha consultato, l’aspetto più importante per trovare un equilibrio tra lavoro e tempo libero, sta nella “capacità di incantarsi“, di stupirsi davanti qualcosa, come i bambini. C’è chi preferisce associare la propria capacità di rilassarsi alla sfera sociale (spesso mangiare, bere, chiaccherare con gli amici, ecc), ma credo che ciascuno possa creare la propria versione di “incanto”. La mia “capacità di incantarmi” viene dalla scrittura, dal passeggiare in riva al mare, dal silenzio e, fino a qualche tempo fa, dalla cucina.

Ho letto anche dell’utilizzo del ‘gioco’ per aiutare a spegnere la mente (dopo tutto il Dr Seuss ci ricorda che “Gli adulti sono solo bambini anziani“). C’è chi sta facendo impresa usando i Lego per far giocare i manager aziendali e aiutarli a riscoprire la capacità di stupirsi e aprirsi al prossimo. 

Darsi il permesso di giocare è stata la cura per la mia ansia. E ‘stato un cambiamento sottile ma potente nel modo in cui ho visto il mondo“.

Allora quali sono i sintomi da tenere sotto controllo:

“Il vero problema era lo stato d’animo. Mi sarebbe piaciuto diventare sempre più abile a ridurre e limitare qualsiasi forma di improduttività. Sono arrivato al punto da non consentirmi più qualsiasi forma di gioco, se non avesse contribuito a creare valore per l’azienda o a fare qualcosa di “significativo”. Anche quando ero con gli amici o a fare qualcosa che avrebbe dovuto essere divertente, non ho potuto smettere di pensare a tutto il tempo che stavo perdendo. “…” Una volta che ho capito che avevo dimenticato di trattare il mio lavoro come un gioco, sapevo quello che dovevo fare, per aggiustalo. E’ stata semplicemente una scelta”.

Uno dei sintomi sta in una delle cose che non ho mai fatto, nella mia vita professionale, sia per la mia e-mail personale che di lavoro: non ho mai messo il risponditore automatico (Out-of-office reply). Il concetto di fondo è stato che in una startup, dopo tutto, non è possibile fare una vera pausa lasciando tutto fuori dalla propria responsabilità, vero? Adesso che ne sto pagando le spese, vi confermo che mi sbagliavo. Essere super reattivi e collegati sempre, anno dopo anno, è ridicolo. Permettere alla gente (colleghi, clienti, fornitori) di sapere quando si è “off the-grid” non è rispettoso solo verso di loro ma soprattutto verso sè stessi. Si crea una barriera sottile che delimita la vita privata da quella professionale..

Allora che succederà? Nei prossimi mesi, progressivamente, rallenterò e sarò sempre più “off-the-grid”, sarò sempre meno in ufficio e disponibile per le attività professionali. Darò valore al tempo e alle persone che vogliono esserci, allontanerò chi non vorrà esserci. Forse viaggerò per piacere. La maggior parte dei viaggi che ho fatto negli ultimi anni sono stati per lavoro ergo incollato alla prima wi-fi disponibile. Questa volta ho intenzione di aprire a malapena il mio MacBook o di non portalo proprio. Questa volta ho intenzione di non avere forse nemmeno il telefono. Quindi non potrete seguire i miei viaggi via Facebook o via Instagram.

Se volete fare impresa non dimenticare di giocare e di riposare, non commettete i miei stessi errori.

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Essere imprenditore significa lavorare tanto, pensare sempre alla tua azienda, vivere con la tua creatura in testa giorno e notte. Il mio lavoro e, quindi, questo blog contengono la sintesi e la metafora di una vita vissuta alla ricerca di qualcosa capace di soddisfare la mia curiosità e il mio desiderio di mettermi alla prova senza limiti o preconcetti.