A #BabboNatale (in anticipo, questa volta)

Caro #BabboNatale,

l’anno scorso ti scrissi in ritardo e forse per questo eri già in vacanza. Era la prima volta, forse nemmeno sapevi chi fossi, insomma posso capire se non ti sei impegnato molto.
Allora, quest’anno te la scrivo in anticipo, così non hai scuse e non potrai “babbiare” (traduzione: scherzare).

L’anno scorso ti dissi che nella mia vita professionale (e non solo), io alterno momenti di soffocamento (in cui la paura la fa da padrona), all’inquietudine a momenti in cui riesco a respirare. E’ durante questi momenti che è nata la consapevolezza di dover accelerare il nostro cambiamento, di dover cedere alcune cose per un bene maggiore, di far saltare tutti i preconcetti e le regole.

Caro #BabboNatale, l’anno scorso ti chiesi come regalo, un anno con pochi momenti di soffocamento e tanto fiato che ci avrebbe messo in condizioni di pedalare ancora più forte in questa salita. Ti chiesi le ali ai piedi (mi hai messo su molti aerei, invece), di farmi incontrare le persone giuste e aiutarmi a rendere il 2016 meglio del precedente.

Ora, non credo di potermi lamentare dei risultati.

Siamo cresciuti (meno di quanto avrei voluto, ma alla fine siamo cresciuti), abbiamo potuto continuare ad investire, abbiamo ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali, abbiamo partecipato ad eventi rilevanti, incontrato persone giuste (e qualcuna meno giusta), abbiamo celebrato dieci anni di attività, abbiamo avuto visibilità, credo anche che abbiamo posto le basi per un 2017 ancora migliore.

Quest’anno è servito per capire quali sono i nostri limiti, cosa ci serve davvero e da cosa non possiamo prescindere per ottenere la crescita che desideriamo. Quindi, tutto sommato, su alcune cose c’hai preso.

Anche quest’anno forse non ho detto alle mie persone quello che avrebbero voluto sentirsi dire, ma il ruolo di un capo è anche prefigurare i cambiamenti e aiutare a metabolizzarli, facendo in modo che, sapendo prima cosa potrà accadere, tutti siano pronti a muoversi senza preoccupazioni, paure o resistenze.

Quindi, qualcosa l’hai fatta… a modo tuo, ma mica potevi fare miracoli.

Però, come avrai letto, se ti sei soffermato su questo blog, qualcosa è accaduto in me. I momenti di soffocamento e inquietudine sono stati tanti, anche se sono stati utili, e, soprattutto alla fine dell’anno, quando qualcosa di importante è cambiato in me. Poche volte ho davvero respirato in questo anno, facendo di tutto per cogliere ogni opportunità. Ho corso, pedalato, volato… insomma, ho fatto tutto quello che ho potuto.

Caro #BabboNatale, il 2017 sarà un anno importante e difficile, ne sono certo.

Ci saranno dei cambiamenti notevoli nella mia vita e, quindi, per il 2017 ti chiedo di aiutarmi a fare le giuste scelte, questa volta forse più per la vita personale che aziendale. Molti di questi cambiamenti che possono prefigurarsi potranno avere delle conseguenze sull’azienda, sulle strategie, sui risultati. Sono certo che non sarà facile, quindi per quest’anno che viene è inutile chiederti tranquillità o serenità, ti chiedo un pacco di forza d’animo per affrontare ciò che sarà necessario, una dose di lucidità (anche piccola) e una confezione da taschino di saggezza. 

#BabboNatale ho bisogno più che di una tua “raccomandazione“, di un vero “regalo”.

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Essere imprenditore significa lavorare tanto, pensare sempre alla tua azienda, vivere con la tua creatura in testa giorno e notte. Il mio lavoro e, quindi, questo blog contengono la sintesi e la metafora di una vita vissuta alla ricerca di qualcosa capace di soddisfare la mia curiosità e il mio desiderio di mettermi alla prova senza limiti o preconcetti.