La Paura

You have to patiently learn to live together with your shadow. And carefully observe the darkness that resides within you. Sometimes in a dark tunnel you have to confront your own dark side.” – Haruki Murakami

Circa un anno fa, ho già parlato della paura (“‘u scantu”) che temo sia la prima compagna di viaggio di chi decide di fare impresa.
E’ il coraggio di affrontare la paura di iniziare qualcosa, di continuare a perseguirla e di capire quando fermarsi che molto probabilmente fa la differenza tra chi è imprenditore e chi vorrebbe soltanto esserlo. In realtà, è questo coraggio che fa soprattutto la differenza tra le persone che vivono consapevolmente e coloro che invece scelgono di tirare avanti, magari tra i rimpianti.

Nessun giudizio. Ciascuno si sceglie la vita che desidera, ma la paura è ciò che impedisce di essere chi siamo veramente. Ci impedisce di fare impresa, di farla crescere o anche di capire quando ormai l’esperienza si è esaurita, ma ci impedisce soprattutto di lottare per la nostra stessa libertà e autodeterminazione.

E’ senza dubbio la paura di rimanere soli, del giudizio degli altri, di ciò che potrebbe andare male, di perdere il nostro benessere, di deludere i nostri genitori o chi ci sta accanto, di perdere l’equilibrio che abbiamo conquistato, di credere nel prossimo, di cambiare, di sovvertire le nostre vite, di soffrire, di affidarci a ciò che veramente proviamo … che ci porta a fare scelte errate e ai rimpianti. E’ la paura che ci fa innamorare delle idee sbagliate ma che non sovvertono la nostra stabilità.

In fin dei conti, viviamo circondati dalle paure. Ascoltiamo la tv, apriamo internet, sfogliamo un giornale ed è come se venissimo catapultati costantemente in un ambiente ostile. La nostra vita è naturalmente protesa a ricercare la stabilità (sia nella sfera privata che professionale), eppure bastano pochissimi momenti per sovvertirla, come se fosse impossibile vivere in un ambiente veramente stabile e sicuro.

La nostra illusione di controllo è quanto mai un’illusione.
In realtà noi non controlliamo niente. 
Non controlliamo le nostre emozioni e i nostri sentimenti (soprattutto quando veniamo messi sotto pressione), non controlliamo nemmeno ciò che pensiamo di possedere, non controlliamo la nostra vita davvero e soprattutto il nostro futuro. Questo non vuol dire che non abbia senso provare a mitigare l’incertezza, ma è bene farlo avendo ben presente che la nostra capacità di influenzare e indirizzare il futuro è davvero limitata.

Eppure liberarsi dalla paura nella vita personale e professionale, equivale ad essere liberi di rischiare, di sperimentare, di creare, di sbagliare, di cambiare, di ricominciare, di essere sè stessi.

L’unico modo che ho trovato per affrontare la paura è imparare a vivere con le mie ombre, ossia quelle emozioni che ho dentro e che per voglia di stabilità e sicurezza ho deciso di non guardare più. Sono le ferite non rimarginate, i dolori che non sono mai scomparsi, le situazioni che ho lasciato sospese, gli errori che ho commesso, le circostanze in cui ho sacrificato al senso del dovere e di responsabilità la mia stessa vita. Tutto ciò che ho messo sotto il tappeto per non vederlo e per tirare avanti.
Credo che alla fine siano queste le ombre che ci tengono bloccati e paralizzati. Allora
 è importante capire se siamo capaci di guardarle dritto negli occhi. Se siamo pronti ad affrontare quanto farà male, pur di liberarci dalla paura.

Ecco, io penso che solo liberandomi dalla paura (“ru scantu“) potrò completare tutte le cose che a cui non ho potuto dare una conclusione, potrò guardare al passato e riconciliarmi con esso e potrò decidere per il futuro.  Predico bene, ma la verità è che non sono ancora arrivato a maturare gratitudine per il dolore che ho provato e per ciò che non ho fatto come avrei voluto.

Eppure, questo può essere l’unico sostegno per tutti gli ostacoli che sembrano insormontabili, ma che diventano minori se non si perde di vista la meta da raggiungere.

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Essere imprenditore significa lavorare tanto, pensare sempre alla tua azienda, vivere con la tua creatura in testa giorno e notte. Il mio lavoro e, quindi, questo blog contengono la sintesi e la metafora di una vita vissuta alla ricerca di qualcosa capace di soddisfare la mia curiosità e il mio desiderio di mettermi alla prova senza limiti o preconcetti.