… e quando la tua testa furrìa?

“Sleep is like a cat: It only comes to you if you ignore it. I drank more and continued my mantra. ‘Stop thinking’, swig, ’empty your head’, swig, ‘now, seriously empty your head’” ― Gillian Flynn, Gone Girl

La mia testa furrìa.
Furrìa deriva dal verbo furriare, che in dialetto siculo significa girovagare, andare in giro ed è un termine che indica il concetto di spostamento o di movimento in generale. Il siciliano “furria pa casa” (ossia è in giro per la casa) o “furria ca machina” (ossia è in giro con l’automobile).

Ecco, la mia testa di notte spesso furrìa e difficilmente riesce a fermarsi dopo una giornata di lavoro. Credo sia la differenza principale tra il lavoro che implica uno sforzo prevalentemente muscolare ed uno che invece implica una sforzo intellettuale. Che ne so, magari chi fa un lavoro prevalentemente muscolare, alla fine è stanco fisicamente ma la sua testa è sana. Io sono fisicamente una chiavica, ma la mia testa non è sana. O forse è semplicemente dovuto alla differenza tra avere uno stipendio certo a fine mese e doversi inventare come pagare il proprio e quello degli altri.

Fatto sta che la mia testa furriaDa tempo ormai, non riesco a dormire bene.
Gli scenari sono due: vecchiaia imminente o stile di vita non proprio salutare. Propendo per il secondo.

In piena notte la mia testa si sveglia e inizia a vagare, a lavorare, a ricordare senza sosta, insomma non ha pace. Quando devi svegliarti presto la mattina dopo, affrontare il solito ritmo con sole 3 o 4 ore di sonno non è facilissimo.

Non so se sono l’unico a vivere questa condizione, ma la sensazione è avvilente.
Hai sonno, sai perfettamente che devi dormire perché domani si lavora, vuoi dormire a tutti i costi ma non riesci perchè la tua mente si rifiuta di riposare. Forse, essere imprenditori o liberi professionisti è una delle cose più belle (perchè alle volte ti dà la sensazione di avere davvero uno scopo o di fare qualcosa di buono), ma è anche una delle più dure perchè ti porta ad oscillare tra alti e bassi emotivi, spesso durante la stessa giornata, di cui paghi il conto appena metti la testa sul cuscino.
Ho letto che studiosi americani hanno individuato l’ “entrepreneur insomnia” (l’insonnia dell’imprenditore). Vero è che ci sono studi su tutto, ma niente niente che stavolta è vero?
Sono consapevole che se ti ritrovi a lavorare sempre (intendo ricevere chiamate a ogni ora, prendere il cellulare per controllare la posta, leggere i messaggi…), se ti alzi dal letto e ti chiedi cosa sarà accaduto (ergo controlli la mail come prima cosa), tutto ciò alla fine non consentirà mai alla tua testa di fermarsi veramente, impiegherai più tempo ad addormentarti o ti sveglierai in piena notte ricordando una cosa da fare o con un’idea in testa che ti perseguita (io le annoto subito sul cellulare, in modo da non rimanere sveglio solo per non dimenticarla). Insomma, la tua testa furrìa e forse hai la “entrepreneur insomnia” (che effettivamente suona più professionale di testa che furrìa)

In teoria (dico in teoria, perchè sono il primo a non farlo), andrebbero fissati orari precisi di lavoro (meglio se erogati in luoghi distinti da quelli in cui vivi), bisognerebbe adottare uno stile di vita sano e con un numero di spostamenti umanamente tollerabile, bisognerebbe posare qualsiasi dispositivo connesso alla rete appena si finisce di lavorare, forse andrebbe ricercato un equilibrio personale che io per primo non ho.
Insomma, credo che questo stile di vita che ho appena descritto sia l’estremizzazione della “digital addiction”, ossia della dipendenza patologica da sistemi digitali.

Normalmente questa odiosa insonnia si manifesta nei momenti più complessi della mia vita personale o professionale, quando sono proteso in nuovi progetti o ho aspettative nel futuro, quando sto affrontando qualcosa di emotivamente complesso e quando mi perdo nei ricordi del passato.

Non ho dormito per molti mesi quando ho dovuto affrontare la malattia di mio padre e durante il momento più duro della mia vita, quando tutto ciò in cui avevo creduto si sgretolava rapidamente e le persone che mi circondavano non erano chi credevo fossero. Non ho dormito anche quando, dopo i primi sei mesi di “vita inglese”, sembrava che non vi fossero risultati di sorta o quando dovevamo cambiare drasticamente rotta e fare nascere Qwince. Insomma, c’è sempre un buon motivo per non dormire e lasciare furriare la testa.

Direi che è davvero deprimente (e forse pericoloso) reggere i ritmi quotidiani con poco sonno. So benissimo quanto può essere eccitante, e al tempo stesso terrificante, lavorare per sè stessi e per i proprio colleghi, ma tutto ciò ha un prezzo.

L’importante è non cedere e fare in modo che “gira vota e furria siemu sempri cca”, cioè, gira e rigira siamo sempre qua, quindi è fondamentale tenere duro e limitare i danni.

Comunque, dopo che la notte prima avevo contato 837625418 pecore e alle 4.45 avevo deciso di abbandonare il pascolo, ieri sera ho preso le mie magiche pilloline… ho dormito come un neonato!

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Essere imprenditore significa lavorare tanto, pensare sempre alla tua azienda, vivere con la tua creatura in testa giorno e notte. Il mio lavoro e, quindi, questo blog contengono la sintesi e la metafora di una vita vissuta alla ricerca di qualcosa capace di soddisfare la mia curiosità e il mio desiderio di mettermi alla prova senza limiti o preconcetti.