Riscursi ri café, sapienza e saggezza

Riscursi ‘i café“: modo di dire siciliano per connotare discussioni vuote volte a sostenere tesi poco sostenibili, quindi affermazioni che sarebbero più appropriate ai momenti di relax davanti a un buon caffè.

I “riscursi ‘i café” sono quelli che senti al bar, spesso farciti di luoghi comuni e frasi da manuale, magari nel bel mezzo della calura estiva, quando riesci a parlare a malapena, dopo un buon pranzo.

La caratteristica dei “riscursi ‘i café” é quella che chi li fa é spesso poco informato o competente sull’argomento. Ma si sa, siamo tutti esperti (politici, allenatori, imprenditori, sportivi, …) mentre prendiamo un buon caffè o siamo dal barbiere. Non facciamo male a nessuno se ci “allattariamo” un po’.
I “riscursi ‘i café” in certi contesti vanno presi come tali, con leggerezza.
É normale che si saranno affermazioni sopra le righe, idee strampalate o proposte la cui fattibilità si esaurisce nell’arco del caffè.
I”riscursi ‘i café” ogni tanto abbandonano il loro habitat naturale e riescono ad andare via fino alle nostre case, sul lavoro, nella vita di tutti i giorni. Certo, loro sono ben contenti di prendere aria, ma purtroppo in altri contesti perdono la loro leggerezza. Insomma, é come vestirsi in maschera un qualsiasi giorno dell’anno che non sia carnevale. É fuori luogo, incomprensibile, induce inevitabilmente a fare valutazioni sulla persona che di punto in bianco si ritrova vestita in modo inconsueto.
E purtroppo alle volte, i”riscursi ‘i café” proprio perché perdono la suddetta leggerezza, pesano come piombo, graffiano, mordono e ci ricordano che lealtà e correttezza sono valori che non si possono sottomettere a nessuna somma di danaro.

Peggio quando i”riscursi ‘i café” a loro volta si ammantano di pseudo-razionalità, allora senti cose che non possono essere ignorate e l’amarezza, la delusione si fanno avanti.
Alcuni mesi fa ho scritto in questo blog di come l’approccio “it’s just business” non mi appartenga. L’idea che il semplice fatto di “fare di business” autorizzi ad annullare ogni regola di lealtà e che, in nome di un distacco razionale, si possa passare sulle persone e sul loro lavoro non mi appartiene.
Non mi appartiene l’essere furbi a tutti i costi, il piegare i fatti alle interpretazioni più fantasiose per darsi ragione, il negare ciò che si è appena detto, il pensare che le controparti siano stupide, spararla grossa confidando nell’educazione dell’interlocutore.
Tutto ciò non mi appartiene nella vita personale e ho scelto di non farmelo appartenere nemmeno in quella professionale.
Quindi quando i “riscursi ‘i café” fanno capolino fuori dal loro habitat, io li ignoro o reagisco con vigore (se non posso farne a meno).
Il sostenere tesi diverse o cambiare idea é legittimo ma va fatto con stile, senza pretendere di far apparire il tuo interlocutore come un visionario o un povero stupido.
Credo che questa sia la sostanziale differenza tra saggezza e sapienza. La sapienza possiamo apprenderla da altri, la possiamo studiare sui libri, esistono i training, i corsi e roba del genere. Ma la saggezza viene da noi stessi, dalla nostra educazione, dal nostro sistema di valori, dallo stile, dalle “palle” che abbiamo e non credo si impari.

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Essere imprenditore significa lavorare tanto, pensare sempre alla tua azienda, vivere con la tua creatura in testa giorno e notte. Il mio lavoro e, quindi, questo blog contengono la sintesi e la metafora di una vita vissuta alla ricerca di qualcosa capace di soddisfare la mia curiosità e il mio desiderio di mettermi alla prova senza limiti o preconcetti.