#minnifuttu

Ma talé a chistu!

Quindi, Roberto Vecchioni arriva a Palermo non per presentare il suo libro ma per insultare?
Ma quale libro e libro!!! Qua libri di Vecchioni non se ne “accattano“!
La Sicilia ha il mare, il sole, “‘u megghiu mangiari ru munnu“!

Per il resto “minnifuttu” (tutto attaccato!) é la parola che ci caratterizza.

Devo dire che Roberto Vecchioni non mi sta proprio simpatico, ma alla fine ho dovuto solidarizzare con la sua accorata invettiva e francamente non capisco tutte le polemiche attorno al suo intervento.

Noi Siciliani, dovremmo reagire invece di offenderci.
Certo, ha usato termini forti, forse offensivi, ma il discorso non fa una piega.

La colpa di come è oggi la Sicilia è nostra, l’inciviltà diffusa è colpa nostra, le auto in doppia e tripla fila sono le nostre, i ragazzi senza casco sono i nostri figli, i motorini con tre persone sopra sono osservati con noncuranza da noi.
Noi siamo gli stessi che quando andiamo fuori dalla Sicilia osserviamo compiaciuti l’ordine e il rispetto delle regole.
Noi siamo gli stessi che, altrove, teniamo il pezzo di carta in tasca finchè non troviamo un cestino, che parcheggiamo pagando il parcheggio, che mettiamo la freccia e non suoniamo il clacson. Quegli stessi che a casa propria lanciano i sacchetti dell’immondizia, che si fermano dove viene più comodo (con o senza parcheggio disponibile), che hanno il pass disabili fotocopiato …

Il sole, il mare, il cibo non possono essere un alibi per tutto.
Siamo noi il problema.

Se una persona ti dice che il luogo in cui vivi l’hai ridotto un girone infernale perché non rispetti le regole minime di civile convivenza e perchè non permetti che nulla possa crescere, ti puoi offendere quanto vuoi (perché i Siciliani sono Dei, quindi sopra le regole) o potresti iniziare a pensare al perché chiunque arriva dal resto del mondo, dopo il sole, il cibo e il mare, osserva la sporcizia, l’anarchia e la noncuranza generalizzata per il territorio e il prossimo.

minnifuttu” può anche diventare l’hashtag delle nostre città, ma lo possiamo dire solo noi.

Quante volte ci arrabbiamo, ci diciamo le cose che ha detto malamente Roberto Vecchioni, quante volte vediamo quello che ha visto lui?

Si dice che «Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito» 

Dovremmo solidarizzare, non offenderci.
Dovremmo reagire, guardare la luna, non il dito.

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Essere imprenditore significa lavorare tanto, pensare sempre alla tua azienda, vivere con la tua creatura in testa giorno e notte. Il mio lavoro e, quindi, questo blog contengono la sintesi e la metafora di una vita vissuta alla ricerca di qualcosa capace di soddisfare la mia curiosità e il mio desiderio di mettermi alla prova senza limiti o preconcetti.