La valigia che portiamo

“Ci sono vite che non vivi per un soffio.
E che dovrebbero continuare a scorrerti accanto, parallele, e spudoratamente felici.
In qualche modo ancora tue, anche se non le hai scelte.
In qualche modo ancora tue, anche se appartengono a qualcun altro, ed è giusto così.

Ci sono tragedie che non vivi per un soffio, eppure le vivi per sempre.
Non c’entra il rimpianto, e nemmeno qualche forma di sterile pentimento.
La mia scelta migliore siede ancora accanto a me, e per fortuna.
C’entra l’amore, solo quello.” (Alessandra Dammone – Piccola Pasticceria Sperimentale)

Oggi non parlo di start-up, di imprese e di ansie varie.
Oggi parlo solo con il cuore.

Un mio amico fraterno ha scritto (non so dove l’abbia trovata):

Il lutto, di qualunque natura essa sia, è come una valigia posta ai piedi del tuo letto.
Ogni mattina ti svegli, ti prepari ma essa è sempre lì e tu sai che devi sollevarla e portarla con te per tutto il giorno.
Alle volte ti sembra così leggera da non sentirla, altre il suo peso sembra schiacciarti.
Ecco. Così è il lutto. Per sempre

Io ho aggiunto che questa frase è tremendamente vera e si adatta a qualsiasi tipo di lutto o mancanza con cui bisogna convivere.

Un lutto non è solamente il perdere una persona cara per una lunga malattia o perchè è morta improvvisamente.
Il lutto è anche la mancanza di qualcuno o qualcosa che la vita ha deciso di sottrarti.
Può essere un luogo, un oggetto, un sentimento, un’emozione che hai provato e sai di non provare mai più.
Sono due facce della stessa medaglia, due mancanze con cui devi imparare a convivere.

Questa valigia certi giorni è più leggera e certi altri quasi impossibile da smuovere.

Ci sono mancanze che hai promesso e imposto a te stesso che diventassero tali o hai dovuto renderle tali, situazioni in cui hai scelto tu perchè non era possibile fare altrimenti, e ci sono semplicemente quelle in cui la persona non c’è e basta.

Tante persone nella mia vita non ci sono più per vari motivi. Nulla forse rispetto al lutto che altri portano nel cuore (basti pensare a chi deve convivere con la perdita di un figlio), ma pur sempre mancanze, lutti.

Diventare adulti è questo… imparare a convivere con le mancanze, portando la valigia che la vita ha scelto di farti portare per tutto il giorno.

Non siamo noi a trovare la Verità. È la Verità a trovare noi. Dobbiamo solo prepararci” (Tiziano Terzani – Un altro giro di giostraps: uno dei libri preferiti da mio padre e da me)

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Essere imprenditore significa lavorare tanto, pensare sempre alla tua azienda, vivere con la tua creatura in testa giorno e notte. Il mio lavoro e, quindi, questo blog contengono la sintesi e la metafora di una vita vissuta alla ricerca di qualcosa capace di soddisfare la mia curiosità e il mio desiderio di mettermi alla prova senza limiti o preconcetti.