It’s just business

Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti? – Adriano Olivetti

OK, lo so. Sono un idealista sognatore, ma mi chiedo spesso se à possibile fare del business senza un qualche forma di coinvolgimento emotivo?

Quanto spesso ci siamo sentiti dire ‘It’s nothing personal, it’s just business’?

Nel mondo reale, il successo è misurato dai risultati – senza risultati, come possiamo misurare se il nostro business o la nostra azienda è andata bene? E’ tutto solo “about results”?

Nella mia esperienza d’azienda, ho conosciuto due categorie di persone: quelle che sono orientate ai risultati e coloro che sono orientati alle relazioni.

Persone che sono solo orientate ai risultati pensano con un solo “mindset”: il business è tutto.
Fai il tuo lavoro, produci risultati eccezionali, dimostra il tuo successo ai tuoi clienti e partners, rispetta gli obiettivi e i numeri…, costi quel che costi. Quando questi soggetti hanno a che fare con clienti, fornitori e partners, sono focalizzati solamente sul risultato, qualsiasi cosa accada. Tentano di ottenere il massimo con il minimo sforzo.
I risultati e i successi potranno essere fantastici, i profitti forse anche, ma le relazioni umane e la reputazione personale e dell’azienda?

Le persone orientate alle relazioni preferiscono instaurare un canale con i propri contatti.
Creare relazioni, svilupparle, alimentarle e ricercare il meglio per entrambi le parti è il vero obiettivo.
Insomma, un approccio “win-win” ottenuto grazie alla ricerca della soluzione di compromesso, in ottica costruttiva e positiva per gli interessi di entrambi le parti.

Tipicamente questo mindset è tipico dell’imprenditore che non deve vendere e fuggire, ma cercare di stabilire e preservare i legami con i clienti, i partners e tutte le parti interessate. Per noi siciliani, per gli italiani in genere è quasi naturale creare relazioni e instaurare legami. Va però compresa la qualità di queste relazioni e la natura di questi legami (perchè lo fai e con quale grado di trasparenza o lealtà? instauri legami per condividere il successo o per fregare il prossimo?). Attenzione, in siciliano si dice “Amicu cu tutti e fidili cu nuddu“. 

Quale filosofia è allora migliore? Cosa dobbiamo insegnare ai nostri figli?

Credo che debba esserci un equilibrio tra i due approcci, per poter gestire la propria vita professionale o la propria azienda in maniera efficace, ma, nello stesso tempo, per creare relazioni stabili e durature. Personalmente non mi piace la logica ‘just business’, non credo che sia compatibile con la natura umana. Credo che una logica interamente orientata al profitto sia il principale fattore che abbia minato le radici della convivenza sociale nella nostra terra, perchè ha anteposto il benessere di tutta collettività al proprio.

Se pensiamo alle aziende per le quali le persone vogliono lavorare, alle corporations e alle organizzazioni che veramente rispettiamo, tutte hanno sposato l’approccio ‘just business’, ma hanno curato le relazioni con i clienti e i dipendenti. La crescita e il successo passano attraverso queste cose, sebbene producono un tasso di crescita più lento.

Nella mia esperienza tutte le aziende capaci di parlare e di connettersi empaticamente con i propri clienti e dipendenti, capaci di creare le condizioni per una reale collaborazione tra tutte le parti, sono arrivate al successo. Credo che questa formula sia determinante nel mercato digitale e delle start-up, dove la concorrenza è elevatissima e i criteri di scelta/preferenza del fornitore sono legati a fattori più ‘soft’.  Tutti i business capaci di ‘mostrare l’amore’ per il loro staff, i partners e i consumatori crescono e cresceranno anche nei momenti meno favorevoli del mercato.

Lavorando ogni giorno tra le pareti della fabbrica e le macchine e i banchi e gli altri uomini per produrre qualcosa che vediamo correre nelle vie del mondo e ritornare a noi in salari che sono poi pane, vino e casa, partecipiamo ogni giorno alla vita pulsante della fabbrica, alle sue cose più piccole e alle sue cose più grandi, finiamo per amarla, per affezionarci e allora essa diventa veramente nostra, il lavoro diventa a poco a poco parte della nostra anima, diventa quindi una immensa forza spirituale.” – Adriano Olivetti

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Essere imprenditore significa lavorare tanto, pensare sempre alla tua azienda, vivere con la tua creatura in testa giorno e notte. Il mio lavoro e, quindi, questo blog contengono la sintesi e la metafora di una vita vissuta alla ricerca di qualcosa capace di soddisfare la mia curiosità e il mio desiderio di mettermi alla prova senza limiti o preconcetti.